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Cheratocono

"Dopo oltre trent'anni di applicazione e realizzazione di lenti a contatto per cheratocono, la mia continua ricerca della BUONA VISIONE PER TUTTI mi spinge all'attento studio delle novità del settore, mantenendo un contatto sempre attivo con le aziende per meglio comprendere le innovazioni tecnologiche e relazionarle alla necessità visiva dei miei clienti. Nell'interesse di raggiungere un confort applicativo e di gestione e delle lenti a contatto, da parte del portatore, mi avvalgo di strumentazione di nuova generazione come il TOPOGRAFO CORNEALE , che mi permette di acquisire un maggior numero di dati, per costruire una lente personalizzata in tutte le sue parti; grazie al continuo contatto con speciali laboratori che utilizzano torni computerizzati a controllo numerico, riusciamo a realizzare lenti dalle nuovissime geometrie studiate e testate anche da numerosi colleghi presenti sul territorio nazionale. Il costante scambio di idee ed esperienze con i tecnici del settore è importantissimo in questo particolare tipo di applicazione, in quanto la scelta del materiale è egualmente importante alla scelta della geometria o della tecnica di lavorazione…solo così si riesce ad ottimizzare la gestione delle lac al portatore. Le lenti a contatto devono migliorare la vita, non complicarla! Va da sé che la mia attenzione nella scelta della migliore applicazione di lenti a contatto non è solo finalizzata al cheratocono, ma anche e soprattutto alle ametropie lievi o elevate, nonché alla presbiopia."

Fulvio Falanga

OTTICO OPTOMETRISTA

lente ingrandimento  CHERATOCONO

II cheratocono è una un'alterazione a carico della cornea, la cui superficie non mantiene la sua forma regolare, sferica e/o astigmatica, ma tende a incurvarsi in una ristretta area “ ectasia ” assumendo una forma irregolare; con il trascorrere del tempo essa tende ad assottigliarsi. Quando si assottiglia cede sempre di più, a seguito della minor resistenza dei tessuto stesso. Si innesca, di conseguenza, un circolo vizioso per cui, più si incurva, ancor di più sì assottiglia.

Il cheratocono è solitamente bilaterale sempre con un occhio in cui la deformazione è maggiore del controlaterale. Nelle forme più avanzate determina una protrusione conica dell'area interessata con l'insorgenza di quadri topografici estremamente irregolari e variabili.

Il deficit visivo è causato dal coinvolgimento del tessuto alterato e dalla entità della deformazione rispetto alla zona centrale o paracentrale della cornea. Zona questa in cui passano i raggi luminosi “canale visivo”.

II cheratocono tende ad accentuarsi; pertanto dall'astigmatismo inizialmente correggibile con occhiali si arriva ad una deformazione corneale tale da necessitare una correzione esclusivamente tramite lenti a contatto rigide–gaspermeabili.

Non è un'unica causa nota a provocare il cheratocono; più di un fattore, con ogni probabilità, concorre a provocare questo tipo di patologia. Sicuramente è presente una componente ereditaria; ma non è stato ancora scoperto un gene o più d'uno che, associati, possano esserne ritenuti la causa. Allo stato attuale non esistono cure che possano guarire il cheratocono.

Spesso la deformazione corneale rimane stabile per lunghi periodi se non per tutta la vita.
II trapianto della cornea (meglio però imparare a chiamarlo con il suo vero nome, innesto tessutale, in quanto la cornea non è un organo, ma un tessuto) elimina la cornea malata, ma non la causa della malattia stessa.

TOPOGRAFIE CORNEALI

La videocheratografia con la quale è possibile ottenere una topografia corneale computerizzata è una delle più importanti indagini diagnostiche affermatasi negli ultimi anni in oftalmologia. Questo esame si permette di ottenere importanti informazioni sulla conformazione della superficie corneale e focalizzando l'attenzione sul rilievo dei differenti valori diottrici non uniformi della cornea.

Una delle applicazioni cliniche più importanti è la diagnosi precoce del cheratocono, poiché la videocheratografia ha la capacità di registrare alterazioni topografiche minime che permettono di sospettare l'esistenza di un cheratocono anche in quei pazienti che mantengono una ottima acuità visiva con gli occhiali.

La gestione fotografica del cheratocono permette di archiviare le immagini per valutare possibili variazioni della superficie corneale ed, eventualmente, modificare la lente a contatto per mantenere una visione ottimale.

LENTI A CONTATTO PER CHERATOCONO

Per correggere la deformazione corneale provocata dal cheratocono si applicano lenti a contatto (LAC) rigide-gaspermeabili. Lo scopo della LAC è di ricreare meccanicamente la sfericità della cornea deformata.

Applicando la LAC sulla cornea si formerà un film lacrimale tra la cornea (deformata) e la superficie interna della LAC che riempirà gli spazzi irregolari della cornea. La superficie esterna della LAC darà sfericità al sistema ottico cornea - lacrime - LAC.

È importante rammentare che, in taluni casi, l'uso di semplici lenti a contatto morbide - incluse le comuni usa e getta - può restituire una buona acutezza visiva senza interferire in nessun modo con la cornea o scongiurando gli interventi.

L'utilizzo di lenti contatto rigide o semirigide per cheratocono è stato per lungo tempo l'unica soluzione utile a permettere una visione buona, e per contrastare l'evoluzione di questa patologia.

Attualmente, si è preso atto che in alcuni casi la lente a contatto favorisce lo sfiancamento della cornea, in quanto comprime la parte più alta e non l'area patologica che deve essere contenuta.
L'applicazione di lenti rigide o semirigide in pazienti affetti da cheratocono deve tassativamente essere consigliata dal medico oculista a seguito dell'esito di un esame strumentale definito " topografia corneale ".

Questo esame deve essere effettuato prima di qualsiasi tipo di applicazione o indagine e verificato dopo un uso prolungato delle lenti.

Quando la lente è ben applicata non modifica, o altera solo moderatamente la curvatura corneale di partenza; in alcuni casi appiattisce uniformemente " l'apice del cono" favorendo una capacità visiva, per alcune ore fino ad alcuni giorni, migliore anche senza lente.

Tuttavia un vero e proprio effetto terapeutico è molto improbabile e facilmente confondibile con questo effetto di appiattimento temporaneo.